Dai microfoni di Radio Padania..

 

E se Pellegrin stesso fosse un mafioso? La chicca del giornalista Pierluigi Pellegrin di Radio Padania : Preferisco essere governato dalla Mafia che dallo Stato. La Mafia chiede il pizzo ma ti da servizi, le gabelle dello Stato non producono nulla, a Palermo – città di mafia(?!) – per esempio non ci sono furti nelle abitazioni. Pluralità di pensiero garantita? Cruciani de La Zanzara: Ridate indietro i soldi del finanziamento pubblico!

Strano modo di campare per il Pellegrin, sta bene che non sia penna asservita e che non si prodighi in falsetti antimafia solo perchè appunto finanziato dallo Stato mentre che i finanziamenti gli consentono di dare un certo servizio ai cittadini. Alle ragioni del conduttore – quello dei guerrieri padani per intenderci, della rassegna stampa di crimini commessi da cittadini stranieri nel nord Italia – basterebbe ricordare la lotta all’infiltrazione di questa tra i colletti bianchi che è già uno strumento civile, critico adeguato; macchè: visto che la Mafia c’è è ancor meglio dello Stato. Radio Padania  si distingue superando ogni logica storica, omettendo dal processo di formazione del pensiero e dell’informazione quei magistrati che hanno perso la vita per la legalità e ridato un senso allo Stato nella Sicilia Di Cosa Nostra.

 

L’enunciato di Pellegrin tende a quel rovescio d’istituzioni corrotte a modo suo, le intuizioni interessanti vanno oltre lo svelamento dell’insidia mafiosa nelle trame dei palazzi di governo, senonchè la radio rischia di sembrare persino mafiosa, autorizzata, grazie a finanziamenti milionari per le sue particolari istanze culturali comunitarie .

Né Stato né Mafia? Fino a Falcone e Borsellino, la società civile siciliana era latente nei confronti dello Stato riconoscendo un’identità forte e alternativa a Cosa Nostra. Sebbene  si sia identificata più con la Magistratura e il suo eroismo, è proprio la deligittimazione della magistratura l’arma principale della Mafia distruggendo l’identificazione nella compagine statale.

 

La Radio ha percepito finanziamenti statali di un oltre un milione di di Euro nel 2008 e  2 milioni nell’ultimo triennio ridotti  dai tagli delle finanziarie.

Gli li importi speciali di Radio Padania sono dovuti a un emendamento della finanziaria del 2003 e sono identici a quelli della cattolicissima Radio Maria, (ça va sans dire). Le due emittenti sono considerate comunitarie e carattere nazionale e rappresenterebbero l’espressione di particolari istanze culturali. Insomma da sole si “beccano il 10 % dei fondi per le emittenti del territorio. Una mangiatoia di soldi pubblici. (dati finanziamenti L’Espresso)
 
Radio Padania ridate indietro i soldi del finanziamento?
Dai microfoni di Radio Padania..ultima modifica: 2016-09-21T09:55:41+00:00da misteropagano
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